Lui & Lei
Era ora cazzo (parte seconda)
PensieroStupendo80
17.07.2026 |
420 |
3
"Marco continuò a leccarla durante l’orgasmo, prolungandolo finché lei non collassò in avanti, ridendo e ansimando..."
Dopo qualche minuto di silenzio rotto solo dai loro respiri ancora affannati, Giulia si alzò su un gomito e lo guardò. I capelli le ricadevano disordinati sul viso, le labbra gonfie per i baci e il cazzo che aveva succhiato con tanta foga. Sorrise, un sorriso pigro e soddisfatto.«Quindi è così che finisce l’amicizia di una vita» mormorò, tracciando con un dito il contorno dei suoi addominali.
Marco rise piano, ancora con il cuore che batteva forte. «Se finisce così, avrei dovuto rovinare tutto anni fa»
Lei si chinò a baciargli il petto, poi più giù, lambendo con la lingua la pelle sudata fino a sfiorare di nuovo il suo cazzo, ancora semi-duro e lucido dei loro umori. Lo prese in mano con delicatezza, accarezzandolo lentamente.
«Sei ancora duro,» osservò, con un tono quasi sorpreso. «Buono a sapersi»
Marco le infilò una mano tra i capelli. «Con te nuda sopra di me è difficile calmarsi»
Giulia si mise seduta a cavalcioni sul suo ventre, la figa ancora bagnata che premeva contro la sua pelle. Si mosse piano, strusciandosi, lasciando una scia lucida sul suo addome.
«Sai cosa non abbiamo ancora fatto?» chiese con voce bassa, quasi provocatoria.
Marco alzò un sopracciglio. «Pensavo avessimo fatto praticamente tutto in mezz’ora»
Lei si chinò in avanti, i capezzoli che gli sfioravano il petto, e gli sussurrò all’orecchio: «Non mi hai ancora leccata»
Senza aspettare risposta, si spostò verso l’alto, posizionandosi sopra la sua faccia. Marco non se lo fece ripetere: le afferrò le cosce e la tirò giù sulla sua bocca. La lingua scivolò subito tra le sue labbra gonfie, assaporando il mix del suo sapore e del proprio sperma che ancora le colava dal culo. Giulia gemette forte, aggrappandosi alla testiera del letto, e cominciò a muovere i fianchi avanti e indietro, scopandogli la faccia.
«Cazzo, sì… mangiami tutta» ansimò.
Marco succhiava il clitoride, lo leccava con movimenti ampi e poi lo tormentava con la punta della lingua, mentre due dita le scivolavano dentro la figa fradicia. Giulia si inarcò all’indietro, una mano dietro di sé per toccargli di nuovo il cazzo, ormai di nuovo completamente duro.
Dopo qualche minuto di quel tormento, Giulia tremò violentemente e venne sulla sua lingua, inondandogli la bocca con i suoi umori. Marco continuò a leccarla durante l’orgasmo, prolungandolo finché lei non collassò in avanti, ridendo e ansimando.
«Sei bravo, stronzo,» disse, baciandolo e assaggiando se stessa sulle sue labbra.
Si spostò di lato e si mise a quattro zampe, offrendogli di nuovo il culo ancora arrossato e lucido.
«Adesso scopami normale» ordinò. «Voglio sentirti nella figa mentre mi tieni per i capelli»
Marco si inginocchiò dietro di lei, le afferrò una manciata di capelli e la penetrò con un’unica spinta profonda. Il rumore bagnato e osceno riempì di nuovo la stanza. Cominciò a sbatterla con forza, il bacino che sbatteva contro il suo culo ad ogni affondo, le palle che colpivano il clitoride.
Giulia urlava di piacere, spingendo indietro per prenderlo più a fondo.
«Più forte, Marco… sfondami»
Lui aumentò il ritmo, sudando, il suono della pelle contro pelle sempre più rapido. Con la mano libera le diede qualche sculacciata secca, lasciando impronte rosse sulla pelle chiara.
Ad un certo punto la tirò su, schiena contro il suo petto, senza uscire da lei. Una mano le stringeva un seno, l’altra scese sul clitoride mentre continuava a pompare dal basso. Giulia girò la testa e lo baciò in modo sporco, lingua fuori, mentre veniva per la terza volta, stringendogli il cazzo dentro di sé con spasmi violenti.
Marco resistette ancora qualche secondo, poi la spinse di nuovo giù sul materasso e la riempì con getti caldi e abbondanti, gemendo il suo nome contro la sua nuca.
Crollarono di lato, ancora uniti, il suo cazzo che pulsava dentro di lei mentre i loro respiri si calmavano.
Giulia, con voce roca e soddisfatta, mormorò: «Domani mattina non ti azzardare a scappare. Voglio svegliarmi con la tua lingua tra le gambe»
Marco sorrise contro la sua spalla e la strinse più forte.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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